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Ricerca · Semiotica della città

Persone senza dimora

Situación de calle — persone che vivono per strada

Come legge — e come resiste — una persona che ha bisogno di un posto dove dormire a una città progettata per tenerla lontana?


A partire dal lector in fabula di Umberto Eco, Rocco Mangieri propone il lector in urbis: l’attore urbano che legge la città come un testo, cerca le fabulae e le ideologie che ne sorreggono l’intreccio e può riscriverla con atti di appropriazione. Tra i molti lettori possibili della città — residenti, turisti, stranieri — si sofferma su uno: la persona che vive per strada.

«Double Bind Cities» (2025) studia il design urbano anti-homeless — panchine e altri arredi urbani del cosiddetto hostile design — come oggetti a doppio legame nel senso di Gregory Bateson: istruzioni per l’uso paradossali, la cui funzione è un divieto. La persona senza dimora non le segue come il lettore modello previsto dal testo: adatta il corpo ai vuoti della forma e risponde con un’arte del paradosso, più vicina al gioco e al carnevalesco che all’attacco aperto.

L’argomentazione si chiude con un avvertimento: una panchina anti-homeless in un parco di Milano, New York, Roma o Barcellona è solo la punta dell’iceberg. Il testo-città è sempre più saturo di indicazioni per controllare il «buon comportamento civile» e la semiotica, insieme alle altre scienze sociali, ha la responsabilità di analizzarle.

Copertina dell’articolo: Bodies in Urban Space di Willi Dorner, persone con abiti colorati stese in fila su una piazza.
Immagine: Willi Dorner, Bodies in Urban Space, Bristol, 2011 (foto: Never Leave Bristol; per gentile concessione del Bristol City Council).