
Sensorium
Sensorium, stage di antropologia teatrale, 2009–2011: training basato sui principi di Barba e Fuenmayor e sulla mia teoria dell’allenamento corporeo.
Danza · Teatro · Performance · Musica
Circa vent’anni di pratica laboratoriale, insegnamento e ricerca in quello che definisce l’ambito delle arti performative — teatro, danza, performance e musica — selezionati dal suo dossier Arti performative.
Dossier Arti performative PDF · 61 pagine, in italiano

Architetto, musicista e semiologo, formatosi al DAMS dell’Università di Bologna e docente dell’Universidad de los Andes, ha seguito stage e seminari presso il Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica dell’Università di Urbino. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Filologia e Semiotica (Università di Murcia, Spagna) e ha compiuto studi post-laurea in scienze sociali presso l’Universidad Central de Venezuela. Ha studiato antropologia del teatro e della danza al laboratorio dell’Odin Teatret con Eugenio Barba e Julia Varley.
Direttore del Laboratorio di Semiotica e Socioantropologia presso la Facoltà di Arti dell’Universidad de los Andes (Venezuela), è stato visiting professor presso l’Universidad Nacional de las Artes (Argentina), il Master in Arts Vivants dell’Université Libre de Bruxelles, la Facoltà di Arti dell’Universidad Nacional de Colombia, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Universidad Autónoma del Estado de Morelos (Messico) e Movimento Centrale, centro di danza e arti performative (Rimini, Italia). Attualmente coordina un progetto di ricerca sugli ambienti intermediali nelle arti del corpo e della performance e conduce una ricerca sul ritmo della città come visiting professor presso l’Università di Roma La Sapienza.
Questa selezione raccoglie circa vent’anni di pratica laboratoriale, insegnamento e ricerca in quello che definisco l’ambito delle Arti Performative (teatro, danza, performance e pratiche musicali). L’ordine scelto non è strettamente cronologico, bensì strutturato in funzione degli aspetti che ho desiderato mettere in risalto nell’insieme dell’opera.
Le mie ricerche e creazioni più recenti, pur integrando i tratti fondamentali della mia precedente formazione professionale e artistica, si sono concentrate in gran parte sul concetto di atmosfera e di ambiente (propriocettivo ed esterocettivo), con particolare attenzione alla dimensione acusmatica della percezione e della generazione del movimento e dell’azione. Questo impianto costituisce ciò che inizialmente ho definito ecoperformance e bioperformance.
L’approccio è transdisciplinare, ma la corporeità rimane l’asse integratore di tutti gli altri elementi. In questo senso, ciò che definiamo corporeità va ben oltre la dimensione somatica: include la sfera della sensibilità, del desiderio e, soprattutto, della memoria: la memoria del corpo.
Accanto a queste esplorazioni si colloca il tema del ritmo, al quale ho dedicato la ricerca sul campo condotta nel 2025 a Roma in qualità di visiting researcher presso il Dipartimento di Sociologia della Comunicazione della Sapienza. Considero la categoria di ritmo come un ordine transdisciplinare e articolatorio di quasi tutte le pratiche culturali, in particolar modo di quelle ritenute artistiche; in questo senso sono persino ritornato, in chiave metaforica, all’«antica glottologia del corpo».
L’«unità spazio-temporale» è stata il camminare (il walking primordiale di Michel de Certeau), grandezza semiotica comune sia al ricercatore sia al campo di studio e, infine, territorio silenzioso e probabilmente più sicuro da cui elaborare progressive ipotesi di lavoro. Il legame con la danza e la musicologia risulta ineludibile per percepire e osare inquadrare la dimensione poliritmica di una città come Roma.
Training basati sui principi di Eugenio Barba e Victor Fuenmayor e sulla mia teoria riguardante le modalità di allenamento corporeo, senza alcuna differenza sostanziale tra attore, performer e danzatore. Stage condivisi tra Venezuela e Belgio, nell’ambito del Master in Arts Vivants ULB-ULA, 2005–2011.

Sensorium, stage di antropologia teatrale, 2009–2011: training basato sui principi di Barba e Fuenmayor e sulla mia teoria dell’allenamento corporeo.

Workshop di percussione per danza e teatro all’Odin festival, Danimarca, 2011: training senza alcuna differenza sostanziale tra attore, performer e danzatore.

Training basato sul concetto del corpo straordinario dell’Odin Teatret di Eugenio Barba e Julia Varley, 2011–2015: concentrazione dell’energia in un piccolo spazio di movimento.

Training di contatto e imprinting per l’insegnamento delle forze di opposizione e la creazione delle zone corporee di concentrazione dell’energia, 2007–2012.

Esercizio basato sul “Funambolo” di Peter Brook, accanto al training di contatto e imprinting, 2007–2012.
Esercizi sul doppio corpo e sull’energia condivisa attraverso il contatto e il flusso, esplorati con marionette, Butoh, biomeccanica di Mejerchol’d, ombre e «danza degli occhi».

Belgio, 2011. Esercizi sul Doppio Corpo e sull’energia condivisa attraverso il contatto e il flusso, con studenti Erasmus del Master in Arts Vivants, ULB Bruxelles. Il concetto di impulso con cui lavoro rimanda, in parte, alla tecnica delle azioni fisiche di Thomas Richards e alla dinamica delle opposizioni di Eugenio Barba.

Training del doppio corpo ed espanso attraverso marionette indù e balinesi, interpretate come prolungamenti incarnati del corpo agente e dotate della potenza dell’insegnamento reciproco.

Danza-performance con Juliana Mendonça (LiquidDANCE). La tecnica Butoh mi è servita per lo studio della costruzione dello spazio e del tempo corporeo completamente altro rispetto alla cronologia delle azioni nelle drammaturgie del Novecento.

Pratiche e dimostrazioni basate sulla Biomeccanica di Mejerchol’d (workshop 2008, 2009, 2010). Le ombre sono quasi indispensabili nel mio lavoro: oltre all’uso che ne faceva Mejerchol’d per l’effetto otkaz, aggiungo l’auto-osservazione del microgesto e la coscienza del dialogo permanente con quell’altro corpo, che suggerisce altre linee di fuga.

Training della «danza degli occhi» o tecnica della «dilatazione dello sguardo», strettamente legata al concetto balinese di seledet.
Performance pensate per luoghi e incontri precisi, dai seminari interculturali BORDES tra Colombia, Messico e Venezuela al festival nazionale di danza di Mérida e a un seminario di danzateatro all’UNAM nel 2022.

Cerchio di fuoco, seminario interculturale BORDES, Colombia–Messico–Venezuela, 2012.

Ascenso/Descenso, performance site-specific. Trasposizione corporea della canzone «Georgia on My Mind» (1930) di Hoagy Carmichael, con testo di Stuart Gorrell. Seminario di danzateatro, UNAM, Messico, 2022.

TARANTAcaffé, danza-teatro, Festival Nazionale di Danza, Mérida, 2010. Con Juliana Mendonça ed Eric Urriola. Un esperimento sul rito della Taranta (Sicilia).

Fight&Clean, teatro-performance, seminario interculturale BORDES, Colombia–Venezuela, 2009.

Cerchio di fuoco, performance site-specific, simposio interculturale BORDES, Colombia–Venezuela, 2008.

MIMETICSsomatics, workshop di body art, Congresso Internazionale di Semiotica, Nanjing University, Cina, 2008.
La mia ricerca più recente si concentra sull’atmosfera e sull’ambiente, con particolare attenzione alla dimensione acusmatica della percezione e della generazione del movimento e dell’azione: ciò che inizialmente ho definito ecoperformance e bioperformance.

Workshop recente, realizzato a Torre del Cerrano (PE) all’interno del programma «Blue & Green TEK», su invito di Emilio Cocco (Università di Teramo), 2026. Il focus è puntato sul concetto ecologico di ECOTONO, inteso come area di transizione e interscambio tra terra e mare, con gruppi di studenti Erasmus Mundus.

Locandina di un workshop di bioperformance su immersione e ascolto profondo in un’atmosfera naturale, con movimento, suono, bilocazione e percussioni dal vivo, Schwarzwald, marzo 2025.

Fotogramma del video «Escuchar el bosque: estados de flujo, escucha profunda e interacción» (Ascoltare il bosco: stati di flusso, ascolto profondo e interazione).

BIP (Blended Intensive Program) «Exploring Urban Spaces: Movement Methodologies for Understanding the City». Sessione «In-betweenness: nature and city sonic atmospheres, ethnosemiotics experiences and performing arts», con Rocco Mangieri, Giulio Conti e Federico Montanari, UNIMORE, Dipartimento di Comunicazione ed Economia, Reggio Emilia.
Uno dei più recenti laboratori sperimentali, svolto in qualità di visiting professor presso l’Università Suor Orsola Benincasa, ha indagato la relazione tra le memorie digitali (tuttora algoritmiche) e le memorie del corpo (profondamente analogiche e carnalmente integrate in senso fenomenologico). Un primo prodotto sperimentale è una video-performance nata da un’esplorazione etnografica nei Quartieri Spagnoli di Napoli attraverso il metodo della Sensory Ethnography, 2026.

Sequenza del processo della video-performance realizzata a partire da un’esplorazione etnografica nei Quartieri Spagnoli di Napoli attraverso il metodo della Sensory Ethnography, 2026.

Un’altra sequenza del processo: fili colorati fissati con mollette a un muro e tesi attraverso una strada dei Quartieri Spagnoli, 2026.
Tra il 2022 e il 2026, una ricerca sul POLIRITMO come asse teorico articolatore delle espressioni culturali del Caribe; nel 2025, una ricerca sul campo a Roma sui ritmi della città, con il camminare come unità spazio-temporale.

Ricerca sul campo a Roma, 2025, in qualità di visiting researcher presso il Dipartimento di Sociologia della Comunicazione della Sapienza: il camminare (il walking primordiale di Michel de Certeau) come unità spazio-temporale comune al ricercatore e al campo di studio. Slide della ricerca.

Ricerca sul campo a Roma, 2025: le scelte compiute nel corso del lavoro sul campo, dalle dimensioni spaziotemporali e le relazioni intersoggettive al taglio dell’inquadratura.

Ricerca sul campo a Roma, 2025: percorsi all’interno della vita quotidiana, interazioni tra il corpo, i dispositivi e lo spazio architettonico, riconfigurazioni dell’esperienza del coinvolgimento ritmico.

Locandina di un incontro in biblioteca, «El cine que se repite: Ritmos y poliritmos de la cultura del Caribe», a cura di Rocco Mangieri, nell’ambito della ricerca sul poliritmo come asse articolatore delle espressioni culturali del Caribe.
Disegno luci e allestimento scenografico per produzioni della Scuola di Arti Performative, eventi in cui do visibilità alle ricerche dei miei studenti e alle mie, e il progetto di una laurea triennale in Danza e Arti del Movimento all’Università delle Ande.

Disegno luci e allestimento scenografico di ANDROGINOS di Gabriel Torres (2008–2010–2014), Scuola di Arti Performative, ULA.

ANDROGINOS di Gabriel Torres: dettaglio del dispositivo scenico, con disegno luci e allestimento scenografico di Rocco Mangieri.

“Diálogos” e “Festival del Movimiento”: due degli eventi all’interno dei quali sono solito dare visibilità alle ricerche dei miei studenti e alle mie, 2006–2015. Nell’immagine: Diálogos Mérida, Incontro Latinoamericano di Creatori di Danza Contemporanea, 2006.

Progetto per l’istituzione della Laurea Triennale in Danza e Arti del Movimento (promotore e coordinatore, 2006–2010), oggi attiva in sinergia con la scuola di arti visive e la scuola di musica. L’impianto curricolare articola danza, musica, teatro e arti audiovisive attorno a un asse continuo, il «Laboratorio di pratiche intermediali». Valutato a livello internazionale e approvato nel 2010.
Due progetti collaborativi su identità e corpo confinato: Genderfull (2021), che usa la danza e l’arte del movimento contro discriminazione, violenza sociale e disuguaglianza, e Cuerpos en riesgo, che esplora la creazione a partire dal corpo confinato durante la pandemia globale.

PROGETTO GENDERFULL corpi-identità, Collettivo MC, Danza Teatro Movimento Centrale, 2021. Un progetto che si sviluppa progressivamente a partire da questa fase iniziale, basato sulla pratica della danza e dell’arte del movimento come strumento efficace per contrastare le attuali forme di discriminazione, violenza sociale e disuguaglianza.

“CUERPOS EN RIESGO” (Corpi a rischio) è un progetto transdisciplinare realizzato in collaborazione tra MovimentoCentrale.org, il Laboratorio di Semiotica e Socioantropologia dell’Università delle Ande, l’Istituto Italiano di Cultura di Córdoba e Buenos Aires e il Teatro Libertador di Buenos Aires. Il nucleo generatore si focalizza sulla possibilità di creazione a partire dal corpo confinato durante la pandemia globale.

Fotogramma di una delle creazioni video del progetto, che ha visto la partecipazione di gruppi di musicisti, attori teatrali e studenti di danza provenienti da diversi paesi dell’America Latina.
Un progetto realizzato in collaborazione con MovimentoCentrale.org, il Laboratorio di Semiotica e Socioantropologia dell’Università delle Ande e l’Istituto Italiano di Cultura di Córdoba (Argentina), basato sulle teorie di Laban e Gillian Hobart e sull’uso della comunicazione virtuale, interattiva e a distanza. La prima edizione è del 2020; una seconda è attualmente in corso.

Locandina del laboratorio virtuale di danza «Práctica de la D(ist)anza – Sincronización orgánica», 3 novembre 2020, in italiano e spagnolo, con Claudio Gasparotto, Rocco Mangieri e Fabio Mina.

Fotogramma di «DUE MA NON DUE», la videodanza collettiva che ha chiuso la prima edizione (2020): coreografie di Claudio Gasparotto, musiche di Fabio Mina ed editing di Dorin Mihai.

Schermata di una sessione online del progetto: pratica svolta attraverso la comunicazione virtuale, interattiva e a distanza.





A cura di Jorge Eduardo Urueña López e Rocco Mangieri. Un volume coedito tra Venezuela e Colombia che raccoglie i contributi dei partecipanti a una tavola rotonda svoltasi nel 2022 a Salonicco (Grecia), in occasione del Congresso Internazionale dell’Associazione Internazionale di Semiotica. Pubblicato nel 2023.

Libro pubblicato di recente in spagnolo latinoamericano che raccoglie gran parte dei miei nuclei teorici e di ricerca dal 1995 a oggi. Pubblicato dalla Compañía Nacional de Teatro (CNT), Dirección de Investigaciones.